michele sangineto arpa

ILcuore dell’attività creativa di Michele in questi anni si esplica nella ricerca e costruzione di strumenti musicali raffigurati nei dipinti e disegni di grandi maestri e studiosi del Medioevo e del Rinascimento. Michele si è specialmente dedicato agli strumenti di Leonardo da Vinci, Gaudenzio Ferrari, Piero di Cosimo, Giorgione, Filippino Lippi, Simone Martini, Jan Van Eyck e Arnault de Zwolle.

“Questi strumenti rari, insoliti, venivano probabilmente suonati dagli stessi grandi maestri dell’arte,” afferma Michele. “Loro li suonavano sicuramente perché erano anche musicisti, colti intrattenitori che padroneggiavano lo strumentario del tempo, ma poi quei loro strumenti caddero nel dimenticatoio”.

“Se non si guarda in dietro nel tempo per cercare di capire come il pubblico di quel periodo veniva intrattenuto, perderemo l’opportunità di essere affascinati da oggetti belli che hanno ancora molto da comunicare. Rinnoviamone la percezione,” sottolinea Michele. “Rivisitare il passato significa comprendere il presente”.

Michele è un liutaio sperimentale che infonde bellezza a questi oggetti che ridisegna con cura. Poi viene la magia del suono.

“La mia è una ricerca, una rivisitazione del passato. L’uomo ha tralasciato cose di grande bellezza e interesse artistico che bisogna andare a recuperare e inserire in un contesto nuovo”.

Nessuno ha mai preso in considerazione questi strumenti in questi decenni, poi arriva Sangineto che fronteggia la sfida e la vince. “Voglio dimostrare che questi strumenti non sono solamente belli, cromatici, ma suonano anche bene”, sottolinea il maestro che grazie alla collaborazione dei figli Adriano e Caterina, musicisti professionisti, dimostra come questi strumenti rari riescano a intrattenere il pubblico di oggi attraverso un repertorio coevo ai pittori presi in esame e altresì attraverso una serie di pezzi originali composti dallo stesso Ensemble Sangineto, la formazione di musica antica nata in famiglia.

Michele è sempre felice di poter esaminare materiale iconografico relativo a strumenti musicali oscuri e sconosciuti. Invita quindi coloro che individuano immagini di strumenti rari a contattarlo direttamente. Si possono sempre scoprire nuovi strumenti rari del passato: Michele può ri-disegnarli, ridar loro un’esistenza di bellezza e suono.

Gli strumenti di Michele sono belli e funzionali.

“A me essenzialmente interessa l’aspetto morfologico di ogni strumento, l’oggetto in sé. Lo costruisco in base alla mia sensibilità, al mio desiderio del bello”, dice Michele, la cui ricerca è prima di tutto estetica.

La bellezza fisica dello strumento è la prima regola assoluta.

“Prima ancora di suonare, deve essere bello. Poi l’intervento musicale ti appartiene legittimamente e naturalmente: te lo abbracci , lo porti al petto, lo avvicini al tuo cuore, ai tuoi sentimenti più intimi. Quando lo suoni ti crea delle emozioni. Fa parte di te”.

Ma quando uno strumento è bello?

“Per me è bello quando è iscritto all’interno della “sezione aurea”, dove non ci sono né vuoti, né pieni, dove quando guardandolo uno dice ‘ah che bello!’. E’ armonia,” sottolinea Michele, che collabora attivamente con i musicisti e assieme a loro cerca ogni volta nuove soluzioni sia per gli aspetti cromatici che per quelli morfologici. “Ho l’umiltà di mettermi a disposizione del musicista che poi deve suonare lo strumento. La collaborazione è assolutamente fondamentale per ottenere il massimo risultato”.

Il maestro Sangineto ricorda brevemente quando collaborò con il grande Alan Stivell. “Ero molto intimorito,” dice. Stivell continua a usare l’arpa di Michele quando va in sala di registrazione, soprattutto per le sonorità calde e corpose che quell’arpa riesce a produrre.

Michele è sempre aperto a collaborazioni con musicisti d’innovazione. “Mi interessa lavorare con musicisti che stanno facendo sperimentazioni sonore, con chi sta ricercando dal punto di vista ritmico, melodico e desidera avere uno strumento adeguato ai suoi desideri e campi d’indagine. Questo tipo di collaborazioni mi stimolano sempre molto”.

Infine Michele rivolge un appello a chi ha il potere politico ed economico . Parla alle istituzioni e anche alle varie fondazioni che hanno a cuore i temi culturali. “Vorrei che si credesse di più nei giovani e si dessero loro più valori e opportunità che rispondono alla loro naturale sete di bellezza. Bisogna creare spazi per i giovani. Rivisitare il passato, recuperare tutte le cose che abbiamo tralasciato, ad esempio attraverso progetti di ricerca sul nostro strumentario del passato è un’occasione che può interessare i giovani. Può alimentare i loro sogni e aiutarli a evitare i pericoli che possono condurli a mondi deteriori. Allora in quel caso non è più ricchezza ma povertà culturale”.

Michele mette a disposizione la sua maestria e sapere.

Amici e interessi. I link preferiti di Michele:

Carlos Nunez
Madrid Codices, Leonardo da Vinci
Leonardo3, Piazza della Scala, Milan
Leonardo Music Journal
Crowdfunding for Italian startups
Medecins Sans Frontieres
Italian National Library catalog of books
Milan archives
Culture, high-tech and startups in Italy
Francesco Benozzo
Francesco Benozzo 2
Alan Stivell
Itaian Foundation for Antique Music
Giorgio Cini Foundation
Early Music America
Nicanor Zabaleta
Edizionipulcinoelefante
Derek Bell